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La Costituzione
e la Cittadinanza
APPROFONDIMENTO DELL’ITER LEGISLATIVO
RIGUARDO LA COSTITUZIONE E LA CITTADINANZA
A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimenta-
zione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Pre-
sidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, si sono attivate azioni di
sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel
primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze re-
lative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e
storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analo-
ghe si sono avviate nella scuola dell’infanzia.
Per le competenze di cittadinanza, il primo documento ineludibile è rappresen-
tato dalle Indicazioni nazionali per il curricolo di cui al D.M. n.254 del 2012, il
paragrafo “Per una nuova cittadinanza” è ricco di spunti per comprendere quale
sia il senso attribuito al termine cittadinanza. Tra l’altro le Indicazioni Nazionali ri-
portano anche la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del
18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente.
Indicazioni nazionali 2012 Miur
A prosieguo degli odierni processi di riforma della scuola, gli obiettivi e le co-
noscenze una volta contenuti nell’insegnamento dell’Educazione civica sono con-
fluiti in un nuovo insegnamento, denominato Cittadinanza e Costituzione, sia nella
scuola dell’infanzia e del primo ciclo sia in quella del secondo ciclo.
Fin dal 2008, le norme nazionali hanno introdotto nei curricoli l’insegnamento
di “Cittadinanza e Costituzione”, associandolo all’area storico-geografica.
Sono numerosi i passaggi della Premessa delle Indicazioni 2012 che offrono
spunti di riflessione del tutto attuali sul ruolo della scuola nella società e sul signi-
ficato dell’istruzione per la formazione della persona e del cittadino, suggerendo
nel contempo modalità di progettazione e pianificazione dell’offerta formativa.
Nel capitolo “Cultura, scuola, persona”, nella descrizione de: “La scuola nel
nuovo scenario”, si legge: «[...] la scuola non può abdicare al compito di promuo-
vere la capacità degli studenti di dare senso alla varietà delle loro esperienze, al
fine di ridurre la frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratte-
rizzare la vita dei bambini e degli adolescenti […] la scuola è perciò investita da
una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e “il saper stare al mondo”
[…]. Inoltre l’orizzonte territoriale della scuola si allarga. [...] Una molteplicità di
culture e di lingue sono entrate nella scuola. L’intercultura è già oggi il modello
che permette a tutti i bambini e ragazzi il riconoscimento reciproco e dell’identità
di ciascuno. [...] Sono presenti, al contempo, vecchie e nuove forme di emargina-
zione culturale e di analfabetismo. Queste si intrecciano con analfabetismi di ri-
torno, che rischiano di impedire a molti l’esercizio di una piena cittadinanza. [...]
Dunque il “fare scuola” oggi significa mettere in relazione la complessità di modi
radicalmente nuovi di apprendimento con un’opera quotidiana di guida, attenta al
metodo, ai nuovi media e alla ricerca multi-dimensionale. Al contempo significa
curare e consolidare le competenze e i saperi di base, che sono irrinunciabili perché
sono le fondamenta per l’uso consapevole del sapere diffuso e perché rendono pre-
cocemente effettiva ogni possibilità di apprendimento nel corso della vita […].
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