Page 48 - Lavori in Corso- Progettazione
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Costituzione e Cittadinanza
Diritto di voto e cittadinanza
- Perché la Costituzione stabilisce che il voto è un diritto inviolabile?
- Perché la Costituzione definisce il voto “personale”?
- Perché lo definisce “eguale”?
Il voto è un diritto riconosciuto ai cittadini. Di conseguenza chi non è cittadino
non può votare, come precisa la Costituzione: Articolo 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore
età. Ma chi sono i cittadini italiani? La nostra Costituzione fornisce subito una ri-
sposta, specificando che si tratta sia degli uomini che delle donne A una prima let-
tura questa precisazione può apparire bizzarra. In realtà non dobbiamo stupirci
affatto; prima dell’approvazione della Costituzione, le donne non avevano mai vo-
tato per eleggere i propri rappresentanti. Soltanto un paio di anni prima, nel 1946
si erano per la prima volta recate alle urne per indicare quale forma di governo, tra
monarchia e repubblica, preferissero. Ora che la domanda «chi sono i cittadini ita-
liani» ha trovato risposta è lecito chiedersi in quali modi si diventi tali. Il primo
modo fa riferimento al sangue: i figli di cittadini italiani diventano automaticamente
italiani, a prescindere da dove sono nati. Se una donna italiana in vacanza all’estero
mette alla luce un bambino, questi sarà cittadino italiano anche se non è nato in
Italia. Il secondo modo, più articolato, fa riferimento al territorio: sono cittadini ita-
liani quelli nati nel territorio dello Stato. Questa regola però vale per i figli di geni-
tori italiani. Non vale invece se i genitori del neonato sono stranieri. Perché in
questo caso il piccolo nato in Italia può diventare cittadino se vi risiede fino alla
maggiore età (18 anni) e se entro un anno dal compimento di questa, ne fa apposita
domanda.
Che cosa vuol dire «fondata sul lavoro»
Abbiamo visto che in una Repubblica democratica la sovranità spetta a tutti i
cittadini, all’insieme cioè del popolo italiano.
L’articolo 1 della Costituzione, poi, completa questa affermazione aggiungendo
che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Che cosa significa? Dire che a fondamento della Repubblica c’è il lavoro, equi-
vale a considerare tutti i cittadini come tanti lavoratori che contribuiscono con il
loro operato al bene della Repubblica.
Ognuno a modo proprio: che si diriga un’impresa o si lavori in una miniera non
fa differenza, perché per costruire una Repubblica democratica c’è bisogno del-
l’apporto di tutti. Per rendersene conto, d’altra parte, è sufficiente pensare alla
scuola. Gli studenti, per imparare, ascoltano l’insegnante mentre spiega. Tutti i pro-
fessori quindi partecipano a formare l’educazione e la conoscenza degli studenti.
Ma al vertice della scuola c’è anche un preside e accanto a lui degli impiegati,
degli operatori scolastici e tante altre figure. Se eliminassimo un qualunque ingra-
naggio di questa macchina, tutto l’impianto si bloccherebbe.
L’Inno nazionale della Repubblica Italiana è il Canto degli Italiani, conosciuto
anche come Fratelli d’Italia o l’Inno di Mameli. Scritto da Goffredo Mameli e mu-
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