Page 47 - Lavori in Corso- Progettazione
P. 47
Costituzione e Cittadinanza
- Indica un indirizzo da seguire.
Ecco perché quando, all’interno dello Stato, qualcuno si trova ad approvare altre
leggi rispetto a una determinata materia deve prima controllare che cosa stabilisce
la Costituzione al riguardo. Non è possibile infatti che una legge affermi regole con-
trarie a quanto sancito dalla Costituzione.
Le prime Costituzioni, un baluardo contro lo strapotere dei sovrani
Le funzioni di una Costituzione sono diverse:
- Stabilire valori e princìpi cui devono ispirarsi tutte le leggi dello Stato;
- Quindi, per differenza, determinare quali leggi sono contrarie alla Costituzione
e perciò non possono far parte dell’ordinamento dello Stato;
- Porre limiti precisi all’azione di chi, in futuro, si troverà a governare.
Di queste tre funzioni, storicamente la terza è la più importante. Le prime Costi-
tuzioni, infatti, furono concepite essenzialmente per porre un freno allo strapotere
dei governanti del tempo, quasi sempre sovrani. Senza una Costituzione, infatti, chi
governava poteva approvare leggi sulla base di un capriccio e non applicarle alla
propria persona. La prima Costituzione che, in base a quanto abbiamo detto, possa
essere chiamata tale, è la Magna Charta inglese, risalente al 1215. In questo docu-
mento per la prima volta si riconoscevano i diritti di alcune classi sociali (i nobili, il
clero, alcuni borghesi) e il re fu obbligato a consultare il Parlamento, che le rappre-
sentava, prima di prendere determinate decisioni, ad esempio per imporre nuove
tasse. Molti secoli dopo, nel 1689, sempre in Inghilterra, fu approvato un altro do-
cumento di stampo costituzionale, il Bill of Right, in cui il re Guglielmo III d’Orange
ribadiva l’impegno da parte del re a non abolire leggi, a non esonerare nessuno
dall’osservarle e a non imporre nuove tasse se non con il consenso di un’Assemblea.
È in questo momento, inoltre, e in questo Paese, l’Inghilterra, che inizia a farsi strada
il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Solo più tardi tale con-
cetto di uguaglianza entrerà a far parte di Costituzioni scritte, la Dichiarazione dei
diritti americana (1776) e quella dei diritti dell’uomo e del cittadino (Francia, 1789).
La democrazia è il potere del popolo, ovvero di tutti i cittadini. Il suo nemico
principale quindi è la concentrazione del potere in una sola persona. Questa con-
siderazione appariva chiara già diversi anni fa, quando nel 1748 il filosofo francese
Montesquieu per garantire la libertà dei cittadini ed evitare abusi da parte delle isti-
tuzioni, arrivò a tale conclusione: il potere va limitato dallo stesso potere. In quale
modo? La maniera più favorevole apparve quella di “dividere” il potere e affidarlo
a organi diversi (principio della separazione dei poteri). Così si arrivò a individuare
un potere legislativo uno esecutivo e uno giudiziario, chiamati rispettivamente a
emanare, ad attuare e ad applicare le leggi. Ogni potere, poi, veniva affidato a organi
diversi. Si otteneva così un risultato fondamentale: ogni organo controllava l’altro,
impedendo eventuali prevaricazioni. Nella nostra città il principio della separazione
dei poteri è stato sempre tenuto presente: nelle mura sono state realizzate tre porte
di accesso sormontate da altrettanti leoni. Ogni leone corrisponde a un potere, ogni
porta fa riferimento a un organo: tre porte per tre leoni, tre organi per tre poteri.
48

