Page 43 - Lavori in Corso- Progettazione
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Costituzione e Cittadinanza
Gioco:
Buono o Cattivo cittadino? Si divide la classe in gruppi di 4-5 alunni e si appen-
dono alla lavagna le fotografie di personaggi conosciuti; si chiede ad ogni gruppo
di classificare i personaggi (ad esempio Madre Teresa di Calcutta, Valentino Rossi,
Salvatore Riina…) in Buoni o Cattivi cittadini e di motivare la scelta; a lavoro con-
cluso si chiede ad ogni gruppo di relazionare e commentare le proprie scelte; si
conclude sintetizzando i dati emersi sotto forma di classifica.
Obiettivo:
Prendere coscienza del proprio status di cittadino.
Gioco di simulazione “La comunità ideale”:
a. Si comunica ai partecipanti che potranno ideare la loro comunità ideale.
b. In questa simulazione, essi sono chiamati a sperimentare concretamente le im-
plicazioni di alcuni valori emersi nell’attività precedente, con particolare riferimento
alla sfera della nonviolenza (per esempio, la non sopraffazione, il rispetto, la li-
bertà...).
c. Si divide la classe in sottogruppi di 4-6 persone e si distribuisce ad ogni gruppo
un cartellone e pennarelli. Si chiede ai gruppi: “Come vorreste che fosse fatta la vo-
stra comunità/città ideale?”. Si attiva una discussione di gruppo dopo la quale si
chiede ai sottogruppi di disegnare la loro comunità ideale, includendo tutto ciò che
ritengono necessario.
d. Si chiede quindi ai ragazzi di lasciare il proprio posto e il proprio cartellone e
girare per la stanza per osservare i lavori degli altri sottogruppi. Tornati ai loro posti,
“raffinano” le loro comunità ideali sulla base delle informazioni e suggerimenti ac-
quisiti dagli altri.
Fare disegnare la città ideale: case piazze edifici pubblici, commerciali, verde
pubblico, scuole, trasporti.
Sperimentare l’esclusione tramite il gioco: «come sarò accolto?»:
Questo gioco offre l’occasione di sperimentare sentimenti, emozioni e compor-
tamenti tipici dell’incontro fra una comunità di persone fra loro affini e un individuo
del tutto estraneo al gruppo. Il conduttore invita gli studenti a sedersi in cerchio e
chiede ad un volontario di uscire dall’aula; al suo rientro questo ragazzo avrà cam-
biato identità: sarà diventato l’“ospite sconosciuto” (e dovrà dotarsi di una storia im-
provvisata sul momento). I ragazzi che sono rimasti in classe devono accoglierlo
nello spirito suggerito dalla parola chiave che il conduttore “segnala” al momento
dell’ingresso dell’“ospite sconosciuto”. La “segnalazione” avviene attraverso un car-
tello che il conduttore innalza alle spalle dell’ “ospite sconosciuto” (che non deve
prenderne visione). Le parole-chiave che il conduttore può scrivere sul cartello sono,
per esempio: intolleranza; xenofobia, indifferenza; esclusione. Lo studente che esce
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