Page 84 - Lavori in Corso- Progettazione
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Educazione alla Legalità
erano diventati meta delle massicce correnti migratorie dalla Sicilia. Anche negli
Stati Uniti e in Canada ha preso piede una organizzazione mafiosa, originariamente
una sorta di filiale della siciliana Cosa nostra, che però nel frattempo si è resa in-
dipendente e si è separata da essa.
Cosa nostra è certamente l’organizzazione più pericolosa nello spettro della cri-
minalità organizzata italiana, poiché per le altre organizzazioni criminali la men-
talità mafiosa, comune a tutte le associazioni criminali italiane, non rappresenta
che una sorta di spirito di fratellanza. All’interno della criminalità organizzata sici-
liana, invece, questa mentalità si è addirittura sviluppata in un’alleanza federativa,
che già da molto tempo ha prodotto un’organizzazione unitaria.
Essa si presenta come uno Stato nello Stato e viene governata con leggi ferree,
imposte con la violenza ai suoi membri. L’unitarietà non esclude una relativa indi-
pendenza delle singole “famiglie” per quel che concerne le questioni locali, e nem-
meno la possibilità di discrepanze e scontri sanguinosi all’interno di Cosa nostra.
Ma a parte le questioni di interesse locale, in cui l’organizzazione complessiva in-
terviene solo per dettare le regole di comportamento e per imporle con brutale de-
terminazione, l’unitarietà di Cosa nostra determina soprattutto la strategia da
adottare sulle questioni che riguardano il complesso dell’organizzazione. Questo
dato di fatto, emerso da numerose inchieste giudiziarie, spesso non è stato recepito
dagli esperti, i quali ritenevano che la mafia fosse una sequenza di singole bande
criminali, in permanente lotta tra di loro, che si sarebbero inevitabilmente sciolte
in conseguenza del miglioramento delle condizioni sociali ed economiche nell’Ita-
lia meridionale. La perdurante, anzi accresciuta vitalità della mafia e i connessi tra-
gici avvenimenti degli ultimi anni dimostrano quanto questa concezione sia errata
e irrealistica.
Per comprendere i motivi che hanno portato all’attuale struttura unitaria e alla
pericolosità di Cosa nostra è necessario analizzare con maggiore precisione la sub-
cultura che sta alla base di questa organizzazione, che è assai più radicata e ricca
di quella di altre associazioni criminali. Una subcultura che si manifesta nella rigida
selezione dei suoi membri, come anche nella ferrea capacità di imporsi regole di
spietata efficienza, regole che vengono rispettate assolutamente e senza eccezioni.
La scelta dei membri dell’organizzazione viene fatta con particolare cura. Solo i
criminali dalle comprovate capacità hanno una possibilità di venire accolti, e pre-
cisamente dopo un’osservazione attenta, occulta o anche diretta, allo scopo di ve-
rificare se il candidato possieda quelle qualità che sono ritenute indispensabili:
spietatezza e omertà. La cosiddetta omertà è una qualità indispensabile per un ma-
fioso. Il rispetto della legge del silenzio viene richiesto in una forma tanto estrema
che quegli “uomini d’onore” i quali in condizioni particolari, come ad esempio
durante una lunga detenzione, mostrassero il minimo segno di deviazione dal rigido
atteggiamento di omertà assoluta, correrebbero il pericolo di venire giustiziati. Negli
ultimi anni inoltre, di fronte a casi in cui mafiosi eccellenti hanno deciso di colla-
borare con la giustizia, da parte di Cosa nostra sono state prese contromisure, allo
scopo di ridurre al minimo la diffusione di informazioni sulla mafia all’interno del-
l’organizzazione. Mentre, ad esempio, nel passato era consentito ai membri di una
“famiglia” di conoscere l’identità degli altri membri, questo oggi non è più con-
sentito, cosicché le informazioni relative alla composizione e al numero dei com-
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