Page 83 - Lavori in Corso- Progettazione
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Educazione alla Legalità
blico si è ulteriormente aggravata. Sul sostrato precedente di un generale dissesto
della compagine sociale, dovuto al tacito accordo tra criminalità organizzata e po-
litici locali, sono insorte nuove tensioni. Esse sono provocate sia dai tentativi di as-
sumere il controllo del flusso massiccio dei finanziamenti pubblici, stanziati dallo
Stato per la ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto, che dalla crescente di-
soccupazione, soprattutto tra i giovani. Se si considerano su questo sfondo le possi-
bilità di rapidi arricchimenti offerte dal traffico di droga, diventato una delle
principali fonti di reddito per questa come per le altre più importanti organizzazioni
criminali, non fa meraviglia che i gruppi camorristici, viste le sempre crescenti quan-
tità di denaro in gioco, siano ricorsi con sempre maggior frequenza e spietatezza a
mezzi violenti.
Analoghe considerazioni valgono per la ‘ndrangheta, l’organizzazione che do-
mina un’altra regione dell’Italia meridionale, la Calabria, che è segnata da un sot-
tosviluppo sociale ed economico ancora più pesante di quello campano. Come la
camorra, anche la ‘ndrangheta ha una struttura organizzativa orizzontale, composta
da più gruppi (detti cosche o ‘ndrine), i cui membri, a differenza della camorra, ven-
gono reclutati in base a legami familiari. Ne consegue che spesso si sviluppano faide
sanguinose in base a rivalità ed inimicizie tra generazioni e tra diverse famiglie, e
non per motivi legati alle attività illecite. La ‘ndrangheta si è specializzata nei rapi-
menti a scopo di estorsione. Questi vengono attuati soprattutto al di fuori del suo
territorio di insediamento (cioè al di fuori della Calabria), in particolare nell’Italia
settentrionale e centrale. Qui evidentemente i rapitori sanno ormai come muoversi,
e sono in grado di procacciarsi i mezzi materiali e logistici necessari a tenere pri-
gioniere le loro vittime anche per lunghi periodi. Qui essi possono servirsi anche di
canali più sicuri per il riciclaggio del denaro sporco provenienti dai sequestri. La
‘ndrangheta, tuttavia, è caratterizzata da modelli di comportamento relativamente
arcaici, senza però per questo essere meno pericolosa delle altre forme di criminalità
organizzata, con cui condivide le caratteristiche essenziali, come il controllo del
territorio, l’influenza sugli organi amministrativi locali, l’estorsione di denaro a
danno delle imprese e l’organizzazione del traffico di droga. La mafia in senso pro-
prio ha la propria origine in Sicilia, dove esistono sia una organizzazione unitaria
strutturata verticalmente, denominata Cosa nostra, sia una serie di organizzazioni
mafiose, operanti esclusivamente a livello locale, che non appartengono a Cosa no-
stra e anzi spesso agiscono in concorrenza con essa. Nella provincia di Palermo,
che è il più antico territorio di insediamento della mafia, il predominio di Cosa nostra
è assoluto, nel senso che non vi è spazio per l’azione di altre organizzazioni mafiose
autonome. La mafia ha sicuramente delle caratteristiche che la rendono più perico-
losa di altre forme di criminalità organizzata. Non tanto per l’elevato numero dei
suoi membri qualche migliaio quanto per la sua struttura e la sua capacità di at-
tuare strategie unitarie, nonostante la complessa articolazione della sua organizza-
zione. Proprio per queste sue qualità essa è l’unica organizzazione criminale italiana
che può diventare un modello su scala internazionale. Già da qualche decennio le
famiglie mafiose appartenenti a Cosa nostra si sono impiantate in grande segretezza
in tutta la Sicilia e anche in altre parti d’Italia, come a Napoli, Roma, Milano e To-
rino.
“Succursali” di Cosa nostra sono state aperte anche in alcuni Paesi europei che
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